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Dove ci sono parole ci sono storie

Ti ho mai parlato del mio nuovo progetto “Dove ci sono parole ci sono storie”?

È una newsletter su Substack dove ogni settimana racconto storie.

Non sono storie qualsiasi, sono storie che hanno a che fare con la scrittura, con le parole, con la crescita delle persone, con le svolte e gli inciampi.

Cos’è dove ci sono parole ci sono storie

Vuoi saperne di più?

È una newsletter settimanale che parte da una citazione per raccontare la storia di una scrittrice o uno scrittore, per svelare qualcosa del dietro le quinte della sua scrittura.

Una verità che facciamo fatica a ricordare è che tutti gli autori famosi, prima di diventarlo, erano dei perfetti sconosciuti.

La newsletter Dove ci sono parole ci sono storie, ci aiuta a ricordarlo, li rende più umani, più vicini a noi, più fallibili e imperfetti dei capolavori che troviamo in libreria.

Tutto ha avuto inizio da un “Davide, raccontaci una storia…”

 

Durante i nostri incontri di Writers And Readers mi capita spesso di raccontare storie che partono da aneddoti, storie e citazioni di scrittori famosi e che diventano poi il tema della serata o un approfondimento con i partecipanti ai nostri incontri.

Sono un punto d’inizio che suscita molto interesse, ho scritto anche un articolo sul perché le citazioni ci piacciono tanto.

Allora mi sono chiesto in quale altro modo potevo valorizzare questo contenuto.

E così gli spunti più interessanti diventano ogni settimana un nuovo articolo di questa newsletter.

 

Esempi di contenuto

Ti do un assaggio di contenuto: “Ogni scrittore o scrittrice di valore sa che tutta la scrittura, in un modo o nell’altro, è sovversiva, è una guerriglia contro lo status quo.”

Questa citazione è di Harlan Ellison, il protagonista del primo numero.

Franz Kafka ci ricorda che “Un libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi.”

Jack London ci invita ad agire affermando che “Non puoi aspettare che arrivi l’ispirazione. Devi andarne in cerca con un bastone.”

Con Hugo Pratt parliamo di evasione: “La parola evasione che dà tanto fastidio ai materialisti storici, significa scappare da qualche cosa; l’avventura è cercare qualche cosa, che può essere bella o pericolosa, ma che vale la pena di vivere.”

Con Mark Twain di sfumature tra le parole: “­­La differenza tra la parola giusta e la parola quasi giusta è la differenza tra il fulmine e la lucciola.”

Con Alex Osborn di andare a pescare contenuti, idee, storie.

Ecco le sue parole: “Se vai a pescare potresti non prendere nessun pesce. Se non vai a pescare, non catturerai mai alcun pesce.”

Con Julia Cameron, l’autrice del libro che adoro La via dell’artista andiamo a cercare la luce nell’oscurità, ecco questa scrittrice cosa ci ricorda:

“La creatività, come la vita umana stessa, inizia nell’oscurità.”

 

Cosa ho imparato

C’è una cosa pazzesca che ho imparato dai primi numeri di questa newsletter.

Prima di tutto la scelta sugli autori: ho già creato la lista dei primi 50 scrittori di cui vi parlerò e, dopo i primi 6, riguardando la lista a mente fresca, ho scoperto che la maggior parte erano uomini.

Non me ne ero mai accorto prima.

E se guardo la mia libreria di casa o l’altra libreria digitale sul Kindle… stessa cosa: ho buona parte del miei libri scritti da uomini.

Non l’avevo mai realizzato, non l’avevo mai messo a fuoco.

Posso dirlo? Mi sono fatto schifo da solo.

Io cerco di parlare sempre a tutti e di fare dell’inclusione un tema importante, perché non mi piace escludere nessuno e la mia libreria, quella che si vede dietro le mie spalle quando faccio le dirette, non è un bell’esempio di inclusione.

E così ho cambiato la lista, rivisto parte del piano editoriale, ripensato tutto per dare più equilibrio ai miei contenuti.

E iniziato a fare spazio tra gli scaffali per far entrare nuovi libri.

 

Ascolta “Dove ci sono parole ci sono storie | Ep. 132” su Spreaker.

Immagine da Depositphotos

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