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Missione Formare: intervista a Maura Amelia Bonanno

Che cos’è l’Enneagramma?

È uno strumento che possiamo utilizzare anche nella formazione?

Può aiutarci a scoprire e valorizzare i nostri talenti?

In questo nuovo articolo del format “Missione Formare”, faccio queste e altre domande a Maura Amelia Bonanno: esperta di Enneagramma, antropologa, counselor professionale, autrice e formatrice.

 

Davide: Innanzitutto, chi è Maura Amelia Bonanno?

 

Maura: Ciao Davide. Ci siamo incontrati perché sei stato un mio studente, infatti sono un’insegnante di Enneagramma, antropologa, counselor professionale e formatrice.

 

Davide: Che cos’è l’Enneagramma, di cui tu sei esperta?

 

Maura: È una mappa, il cui disegno è composto da tre parti: un cerchio, un triangolo e una figura a sei punte, e con un totale di nove punti in evidenza, da cui “Ennea”, nove, e “gramma”, disegno.

Questa mappa descrive nove aspetti della nostra esperienza di esseri umani, e anche nove diversi tipi di carattere.

L’Enneagramma è utile in qualsiasi situazione della propria vita, privata o lavorativa, ovunque ci sia una relazione con l’altro, quindi anche per chi lavora come formatore o desidera formare.

L’Enneagramma racconta come siamo e come ci poniamo nel mondo, come siamo in relazione con noi stessi e con gli altri, quindi potete immaginare quanto potente sia conoscere con quali attitudini, abitualmente inconsapevoli, noi ci poniamo nei confronti degli altri e come tendiamo anche a interpretare il modo in cui gli altri si pongono con noi.

Per chi fa il formatore è fondamentale essere presente ai propri meccanismi e automatismi, ai modi in cui si ha un impatto sull’altro, e l’Enneagramma, senza insegnare nulla di nuovo in realtà, porta a galla delle nostre caratteristiche totali o comportamentali, che sono già parte di noi e vanno solo scoperte.

 

Davide: Come e quando nasce l’Enneagramma?

 

Maura: Non si sa con esattezza quando sia nato il simbolo grafico: un ricercatore greco lo avrebbe portato in Occidente, dicendo di averlo trovato in uno scrigno in Egitto.

C’è un bellissimo film sul tema, “Incontri con uomini straordinari”, dove viene narrato in maniera un po’ romanzata il momento della scoperta della mappa dell’Enneagramma.

I contenuti sono invece un distillato dei capisaldi e degli aspetti comuni tra le grandi tradizioni della conoscenza e del sapere che ci sono state nel mondo, e in questo caso sono stati scritti intorno agli anni Sessanta e messi a sistema da un antropologo recentemente scomparso, Oscar Ichazo.

I nove punti così organizzati dell’Enneagramma rappresentano qualità della nostra esperienza o anche nove caratteri, e hanno legami molto precisi con le nove manifestazioni di Dio nel Pantheon egizio.

 

Davide: Come hai scoperto l’Enneagramma?

 

Maura: Come tutte le cose importanti l’ho scoperto per caso, facendo la traduttrice in diversi centri di meditazione in Italia, dopo essere stata parecchio tempo in India. Sono stata chiamata a tradurre un corso di Ennagramma e pur non sapendone nulla ho accettato lo stesso l’incarico.

Fino a quel momento nella mia vita avevo portato avanti tre filoni in modo quasi parallelo: un lavoro psicologico su me stessa, un lavoro sul piano più spirituale con pratiche meditative e un lavoro con il corpo, tra danza e consapevolezza di sé e del proprio corpo.

Questi tre sentieri che stavo percorrendo hanno trovato un’unione proprio nell’Enneagramma, che riesce a fondere e parlare delle nostre esperienze fisiche ma anche di quelle spirituali.

 

Davide: Cosa fa un’insegnante di Enneagramma?

 

Maura: Propone nuovi modi di vedere se stessi e la realtà, propone nuovi stimoli di crescita.

Se il modo in cui noi tendiamo a vederci fosse solo una piccola parte di ciò che siamo realmente? Se fosse possibile sperimentare aspetti che sappiamo di avere dentro di noi, ma che ancora non esprimiamo?

L’Enneagramma è un modo per aprire nuove strade nella propria visione, nella propria interpretazione della realtà e di se stessi.

 

Davide: Uno degli elementi che mi ha colpito di più durante il nostro primo incontro è stata la dimensione del fare, dell’esperienza, e non della classica formazione frontale teorica. Come entra in gioco il corpo nel formare? Visto che io che l’ho vissuto in prima persona, lo ritengo un elemento fondamentale per conoscere l’Enneagramma.

 

Maura: Parto da un termine che per formare è fondamentale: ascolto.

Si impara ad ascoltare tutto quello che succede, anche ciò che accade dentro di noi, quindi impariamo a distinguere le esperienze mentali da quelle emotive e da quelle fisiche. Per chi è formatore, questo è un punto fondamentale per poter mandare messaggi chiari agli altri, per arrivare a tutti e per coinvolgere appunto anche il corpo.

Il corpo può essere coinvolto in tantissimi modi per formare, ma di base, se per esempio mi trovo in un contesto aziendale, tanta attenzione è posta all’ascolto di ciò che ci accade a livello fisico: sapere dove sono, riconoscere quando sono in uno stato reattivo, saper rispondere ai segnali che il corpo mi invia, sono il punto di partenza.

 

Davide: Enneagramma, talenti, formatori. Come portiamo questa triade all’interno del nostro percorso di Unicornucopia?

 

Maura: Dipende dalle richieste e dai reali bisogni che hanno i partecipanti in quel momento. Ho una scaletta ma spesso improvviso.

Sicuramente però passeremo in rassegna quello che significa riconoscere le proprie percezioni e interpretarle, il riconoscimento del nostro focus di attenzione ricorrente e dei focus dei nove caratteri, quali sono i talenti che i nove tipi hanno e quali sono i rischi e le tendenze che inconsapevolmente possono attivarsi e che fanno sì che questi talenti possano trasformarsi invece in difficoltà o ostacoli.

 

Davide: Puoi provare a raccontare quale potrebbe essere una delle tante attività che si fanno in quest’ambito, per entrare anche fisicamente nel lavoro con l’Enneagramma?

 

Maura: Per esempio, mi viene in mente un’attività basata su uno schema di movimento, che è quello del tirare verso di sé o spingere via. Viene definito “schema” proprio perché tutti gli esseri umani lo imparano, sperimentano e attraversano.

Ciò che si è scoperto è che ognuno dei nove tipi descritti dall’Enneagramma ha più o meno dimestichezza con alcuni di questi schemi di movimento.

Che effetto può avere questa tendenza, se la traslo nelle relazioni? Che tipo di rapporto hanno i nove tipi con i confini, propri interni ed esterni?

Un’altra pratica sugli schemi di movimento è quella, semplicemente, di muoversi nella stanza e osservare che tipo di movimento porto avanti.

 

Davide: L’Enneagramma può applicarsi anche al coaching?

 

Maura: Sì, in realtà nel coaching si usa tantissimo, perché aiuta il coach a osservarsi e capire dove si trova mentalmente, emotivamente e fisicamente, e aiuta anche a riconoscere in maniera molto chiara i bisogni altrui.

Tuttavia, nel coaching e counseling usare l’Enneagramma per identificare il tipo a cui appartiene la persona di fronte a noi però non è lo scopo primario e anzi, può essere spesso un rischio, perché le tematiche principali su cui il mio cliente vuole lavorare in quel momento, magari non sono strettamente legate al suo tipo, ma più semplicemente a un momento particolare della sua vita.

Poi invece, in altri casi, può essere interessante indagare e scoprire di più grazie all’Enneagramma.

Il concetto alla base del termine “formatore” alla fine è “dare forma”, non etichettare.

 

Davide: Che differenze vedi tra accompagnare e formare? E di conseguenza, come si può applicare l’Enneagramma a queste situazioni?

 

Maura: Nella formazione io passo una conoscenza, per formare qualcuno a una professione, a una tecnica, a un processo, ma non ha nulla a che vedere con il “conoscere sé stessi”. Formare non è accompagnare l’altro a conoscersi meglio, a tirare fuori le proprie risorse, i propri talenti, la propria autostima, la propria capacità di agire. Quello, per me, è un accompagnamento.

Formare per me significa uscire dall’aula avendo imparato qualcosa che poi posso utilizzare fuori, nel mio lavoro, uno strumento pratico.

L’Enneagramma si può utilizzare nella formazione, nel coaching, nel counseling e nei percorsi di accompagnamento, ma non esiste una “formazione di Enneagramma”.

Nelle aziende, ad esempio, si usa nella creazione e gestione dei team, nella risoluzione delle difficoltà relazionali, nella leadership, nella gestione dei conflitti, dovunque ci siano relazioni.

 

Davide: Una delle qualità fondamentali di un formatore in aula è la presenza, il grounding. Come ci aiuta l’Enneagramma in questo?

 

Maura: Facendo chiarezza. Io parto sempre col fare chiarezza sulle nostre esperienze: quello che sto sperimentando in questo momento è un pensiero, un’emozione, una sensazione? Essere presenti a se stessi in questo modo sembrerà stupido e banale, ma non lo è affatto.

Dopodiché, l’Enneagramma ci aiuta ad allineare queste nostre tre intelligenze e a sostituire la tendenza a controllare tutto, sfinendoci, con una gestione più sana che parte dalla conoscenza di sé. Quando conosco i meccanismi del mio comportamento, delle mie emozioni, della mia mente, non ho più bisogno di controllarli.

 

Davide: Hai un aneddoto che ti è capitato durante la formazione in aula? Qualcosa che vuoi raccontare?

 

Maura: Sono sempre stata molto molto fortunata, perché i miei studenti sono sempre stati meravigliosi; solo due volte in totale mi è capitato di pensare “Mamma mia, questo chi me l’ha mandato?”, può succedere e può certamente essere una situazione che manda un po’ in crisi.

Ricordo una volta in cui veramente, di fronte a una persona così, ho cominciato a sudare freddo e sono entrata in un mio automatismo, che è quello di cercare di capire che cosa fare per gestire al meglio la situazione. Poi però mi sono ricordata del mio corpo e delle mie reazioni fisiche, e ho volontariamente iniziato a respirare con una certa velocità e a guardare con un certo sguardo questo partecipante alla giornata di formazione, senza aprir bocca: è accaduto che, in qualche modo, è entrato nel gruppo e si è allineato agli altri. Me lo ricorderò tutta la vita perché ero veramente nel panico!

 

Davide: Ringrazio ancora Maura per il tempo che ci ha dedicato e per le risposte che ci ha dato.

 

Se i temi trattati vi hanno interessato, Maura ha scritto un bellissimo libro, pubblicato da Armenia, “Crescere con l’Enneagramma”.
Se invece qualcuno vuole iniziare a fare un lavoro sull’Enneagramma, abbiamo organizzato una sessione di formazione, aperta anche a chi non è iscritto all’intero percorso di Unicornucopia: potete iscrivervi all’evento in presenza a questo link.

 

Immagine da Depositphotos.

Ascolta “Missione Formare intervista a Maura Amelia Bonanno | Episodio 122” su Spreaker.

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