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Missione Formare: intervista a Ivan Ottaviani

Che cos’è la voce?

Come possiamo usare il corpo quando parliamo in pubblico?

Possiamo allenare il carisma?

 

Per il format Missione Formare, oggi queste domande le faccio a Ivan Ottaviani: campione europeo di public speaking, trainer e formatore.

 

Davide: Oggi con me c’è Ivan Ottaviani, uno dei docenti della nostra scuola Unicornucopia. Ciao Ivan, benvenuto. Prima domanda di rito che faccio a tutti i docenti: chi è Ivan Ottaviani?

 

Ivan: L’ultima volta che mi hanno fatto questa domanda, ho risposto: un cartone animato! O una storia che viene scritta da qualcuno e di cui posso scrivere anch’io qualche pagina, un personaggio in sviluppo.

Per questo nostro incontro sul formare invece, rispondo dicendo che sono una persona che ha la passione per l’insegnamento, la formazione, il continuo sviluppo personale, e che ha il piacere di condividere tutto ciò che scopre nella sua ricerca con gli altri.

Ho come obiettivo, ogni volta che mi pongo di fronte ad altre persone in aula per formare, di scoprire insieme a loro qualcosa di nuovo e di riuscire a innescare un cambiamento.

 

Davide: Visto che tu all’interno di Unicornucopia dedicherai particolare attenzione a formare e a condividere la tua esperienza come speaker e oratore, così come l’uso della voce, del corpo e del carisma, cos’è per te la voce?

 

Ivan: La voce è un mezzo che ha tantissime potenzialità, ed è anche lo strumento che utilizziamo ovviamente sia per formare sia per fare un discorso in pubblico, per comunicare con gli altri.

Spesso non siamo consapevoli di quanto sia un vero strumento, perché la usiamo sempre, almeno finché non la utilizziamo dal punto di vista professionale o lavorativo.

 

Come posso migliorarla e che cosa ci posso fare? In effetti, con la voce possiamo calmare, emozionare, eccitare una folla, cantare, creare un ritmo e una musica, creare aspettativa intensificando, cambiando, o sottolineando le parole.

È un po’ come suonare uno strumento musicale, la cui cassa di risonanza è il nostro corpo, e con delle corde che sono le corde vocali che tuttavia suonano grazie al respiro, quindi la voce è uno strumento estremamente complesso e utilizzarla consapevolmente significa anche cercare di allenarla.

 

Davide: Il secondo elemento di cui voglio parlare oggi è il corpo: che relazione c’è tra corpo e voce?

 

Ivan: Il corpo è ciò che dà la forma allo strumento-voce, e sappiamo benissimo che così come un pianoforte a coda o una chitarra di una certa dimensione avranno un certo suono, così anche la dimensione del nostro corpo comunque avrà un effetto sulla nostra voce. Ognuno poi cerca di lavorare sulla propria voce secondo lo strumento di partenza di cui dispone, ma qualsiasi voce può essere educata, indipendentemente dalla tipologia di partenza.

 

Davide: Passando dalla voce al corpo, questa volta non inteso come strumento funzionale alla voce, ma proprio nella sua fisicità, cosa succede quando ognuno di noi sale su un palco con modalità e fisicità diverse?

 

Ivan: Sul palco come nella vita, secondo me il corpo è un rivelatore di informazioni, perché non riusciamo a controllarlo totalmente, e dato che ne siamo spesso inconsapevoli, diventa una presenza quasi ingombrante nel momento in cui ci rendiamo conto che rivela ciò che siamo, i nostri pensieri, il nostro stato d’animo.

Pensiamo che siano le parole a dire la verità o rivelare qualcosa di noi, in verità è il nostro corpo a parlare di più, e quando saliamo su un palco, comunica al pubblico il nostro stato di tensione, quanto siamo preoccupati di dover fare bella figura, di non dimenticarci quello che dobbiamo dire e di avere un impatto, di essere adeguati o inadeguati.

Cerchiamo di evitare di pensarci, di andare oltre, di far finta di niente, di nasconderci.

 

Nei corsi e nel formare affrontiamo anche questo aspetto emotivo del parlare in pubblico, proprio perché il nostro corpo a volte ci rende vulnerabili, non solo fisicamente ma anche nel momento in cui esponiamo l’immagine che abbiamo del nostro corpo, magari preoccupandoci delle critiche.

Tutto deriva da un’attesa, un’aspettativa nei nostri confronti sempre molto alta, anche quando riusciamo bene in ciò che facciamo (un po’ come nella “sindrome dell’impostore”). Ecco, il “fare di più” ha molto a che vedere con la nostra mente, ma meno con il corpo, che è più lento rispetto alla prima.

 

Quindi anche la parola “accettazione” è collegata al corpo, dobbiamo accettarci per il corpo che abbiamo, anche perché non ha importanza che aspetto abbia per poter formare o trasmettere un messaggio, basta utilizzarlo al meglio delle nostre possibilità.

 

Davide: Il carisma, invece, è una specie di Santo Graal, qualcosa che tutti cercano e nessuno trova. Qualcuno ci nasce, qualcuno se lo crea? O che cos’è?

 

Ivan: Credo sia un po’ come la felicità: più la cerchi consapevolmente, più diventa difficile ottenerla.

Secondo me il carisma è un prodotto secondario di un’altra attività, e difficilmente focalizzandoci solo su quello lo otteniamo, perché è una conseguenza di tantissimi altri fattori messi insieme e di un lavoro che ognuno fa su se stesso, sul proprio strumento, sui propri mezzi, sul corpo, sulla voce, sulle proprie intenzioni.

Se parliamo di comunicazione, di formare, di parlare in pubblico, diventa complicato lavorare su quello in maniera esclusiva.

Ecco, forse il carisma si avvicina molto al “flusso”, all’essere consapevoli nel presente, a fare quello che ci piace, all’attenzione che concentriamo su quel particolare momento.

 

Poi, il carisma si può anche costruire lavorando sui piccoli dettagli, come appunto il corpo: ad esempio, in genere consideriamo carismatico chi non ha paura di esporsi anche con il proprio corpo davanti agli altri.

Oppure, il carisma viene anche dall’avere una visione di qualcosa di più grande da raggiungere, in gruppo o come leader.

 

Dovrei anche chiedermi sempre: che cosa voglio ottenere grazie al carisma? A cosa mi serve? Il carisma infatti può essere qualcosa di molto utile in un lavoro in cui sei a contatto con le persone, per trasmettere meglio il tuo messaggio o per formare, ma sappiamo anche che il termine “carisma” etimologicamente vuol dire “grazia”, quindi ci arriva anche un po’ come una sorta di luce dall’alto.

Il carisma, in ultima battuta, è collegato anche alla passione che uno ha per quello che fa e ai suoi obiettivi: le risposte a queste domande avranno un effetto diretto anche sul nostro carisma.

 

Davide: Dal carisma torniamo alla presenza sul palco o anche in un webinar, quindi davanti a una webcam. Questa parola “presenza”, quindi, come la possiamo definire oggi?

 

Ivan: Essere presenti vuol dire essere nel momento, che già non è una cosa facile per tutti, ed essere nel momento significa sapere perché sto facendo proprio questa cosa e con quale intenzione.

Il termine inglese per “presenza” è “present”, che significa anche “regalo”, proprio perché l’attimo che stiamo vivendo ora è un regalo, ma forse anche l’essere presenti è un dono che stiamo facendo a chi è presente con noi, perché è unico e irripetibile.

 

Chi parla di fronte ad un pubblico o chi fa formazione corre il rischio di perdere di vista la grande importanza che ha quel momento presente per gli altri, quell’occasione in cui stiamo comunicando, condividendo, cercando insieme soluzioni e idee, quell’unico istante in cui possiamo formare e avere uno scambio con il prossimo.

E ogni volta, anche quando ci sembra di fare la stessa cosa di sempre, è diverso: il pubblico è diverso, tu sei diverso, è un altro giorno, ti senti in maniera diversa, magari aggiungi o scopri qualcosa di diverso o ti rapporti agli altri in maniera diversa.

Ogni giorno devi cercare di ricreare momenti o cose spontanee per formare, che nascono in quel momento e che, proprio per questo, hanno un effetto.

 

Davide: Qual è una lezione che ha imparato come formatore?

 

Ivan: Ecco, forse che, anche per formare, quello che ha funzionato finora non è detto che funzioni sempre: ho imparato a reinterpretare ogni volta, che non è una cosa facile o naturale, ma rimanere aperti alla possibilità di agire sul momento è ciò che forse ti arricchisce di più e ti fa scoprire cose nuove.

 

Davide: Tre consigli veloci per chi vuole allenare e formare voce, corpo e carisma?

 

Ivan: Prima di tutto avere pazienza. Tutti noi abbiamo sempre fretta di imparare, pensiamo basti il classico corso intensivo che in realtà può solo trasmetterci informazioni, magari anche entusiasmo, motivazione, ma per far sì che tutto questo diventi parte non solo della nostra mente ma anche di quel corpo che, abbiamo detto, è più lento, dobbiamo allenarci un po’ tutti i giorni.

Una volta deciso, bisogna trovare la disciplina, la motivazione e la pazienza appunto.

Quindi serve anche passione, che ti dà la spinta per andare avanti sul lungo periodo. Quando sai qual è l’obiettivo che vuoi raggiungere, poi puoi determinare il tuo percorso e per quanto tempo lo porterai avanti.

Davide: Grazie Ivan per questa intervista, grazie per le tue riflessioni, gli spunti e gli stimoli.

 

Ivan: Grazie a te Davide e grazie a tutti voi.

Ascolta “Davide Giansoldati intervista Ivan Ottaviani | Episodio 128” su Spreaker.

Immagine da Depositphotos.


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