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Scrivere un buon contenuto

Come si fa a scrivere un buon contenuto?

Ti sei mai posto questa domanda?

Io sì, e anno dopo anno, esperimento dopo esperimento, sono arrivato alla conclusione che per me l’approccio vincente è partire dalla fine.

E in questo articolo ti racconto proprio il mio approccio.

 

Come si scrive un buon contenuto?

Quindi come facciamo a scrivere un buon contenuto?

Ti ho appena raccontato che il mio approccio è nel partire dalla fine.

È vero, la struttura di un buon contenuto prevede una sequenza di cinque parti:

  1. Titolo
  2. Apertura
  3. Sviluppo del contenuto
  4. Conclusione
  5. Chiamata all’azione

di cui ti ho parlato nel precedente articolo “Qual è la struttura di un buon contenuto?“, se non l’hai ancora letto, fallo subito sarà più semplice scoprire come scrivo i miei contenuti avendo in mente le parti fondanti.

Anche se te li ho descritti in ordine lineare e sequenziale, non significa che quando inizi a lavorare sul tuo prossimo contenuto, tu debba per forza seguire questi punti in ordine cronologico, partendo dal titolo e arrivando fino in fondo passandoli uno per uno.

Anzi, come ti ho anticipato poco fa io parto dalla fine: la chiamata all’azione.

Cosa vuoi che faccia la persona una volta arrivata alla fine del tuo articolo?

Se vuoi che lo faccia, devi preparare il terreno perché questa azione si verifichi.

Numeri, aneddoti, storie, racconti, citazioni, testimonianze saranno tutti ingredienti che dovrai mescolare sapientemente per portare la persona a fare quell’unica fondamentale azione.

Ogni singola parola del tuo contenuto è funzionare per quell’unico, piccolo gesto.

C’è una grande affinità tra i giochi di prestigio e di illusione e la creazione di un contenuto.

In entrambi i casi si raccontano storie, si danno numeri, si dialoga con il pubblico e tutto è fatto per quell’ultimo magico momento wow di stupore.

Una buona chiamata all’azione contiene un momento di stupore: lo stupore di una promessa mantenuta, lo stupore che diventa in parte spettacolo, in parte contenuto, in parte contenitore del messaggio che vogliamo veicolare.

Se fossimo davanti a un grande pubblico e dessimo il giusto peso a ogni parola, se usassimo le giuste pause e con il giusto linguaggio del corpo, probabilmente scatterebbe l’applauso.

Quello è l’indicatore migliore dell’efficacia del nostro contenuto che, di fronte a un pubblico, ha un effetto a catena dirompente e contagioso.

Quando pensiamo, invece, a un contenuto scritto che diventa un articolo di blog oppure che è la traccia della puntata del podcast, dobbiamo per forza puntare su altri aspetti.

Anche il mio podcast rientra in questa categoria.

Come possiamo preparare il terreno in questo caso?

 

Cosa fanno gli altri creatori di contenuti

Il nostro testo potrebbe essere semplicemente informativo: potrebbe parlarci di una serie di nuove funzionalità di LinkedIn o di un altro social, come fa la newsletter di Stefania Bosi, utile come servizio per essere sempre aggiornati.

In questo caso la call to action è qualcosa tipo “Prenditi 5 minuti utili per conoscere le principali novità per la tua comunicazione aziendale”.

Il nostro testo potrebbe essere uno strumento di sviluppo personale come accade nel progetto “30 giorni di crescita” di Raffaele Gaito che partendo da una citazione famosa sviluppa il tema del giorno con consigli pratici, risorse di approfondimento e utili domande.

Queste mail ruotano intorno a una riflessione finale che possiamo leggere in chiave ispirazionale.

Sulla stessa linea è la newsletter di Paolo PugniUn anno di vendere valore, una serie di mail che hanno come obiettivo l’aiutarti a trovare ogni giorno, con rapidità e semplicità, uno spunto, un suggerimento, uno stimolo che ti aiuti a vendere (valore) di più.

Ogni giorno un piccolo passo avanti, un’idea che puoi applicare subito, Uno stimolo per arrivare al successo. Insieme.

Approccio analogo lo possiamo trovare nella newsletter giornaliera di Alessio Beltrami2022 Anno dei Contenuti“, dove quotidianamente alle 7 di mattina c’è un’azione precisa da compiere ogni giorno, tutti i giorni.

Se vuoi diventare sempre più esperto nel content marketing e nella creazione di contenuti, questa sfida la devi accettare e portare a termine.

3 punti chiave per scrivere un buon contenuto

Cosa hanno in comune tutti questi esempi? Ogni messaggio scritto da questi 4 professionisti ha sempre una chiamata all’azione, un compito da fare alla fine e i contenuti che precedono questa azione finale sono proprio preparatori per il gesto, la sfida che noi come utenti saremo chiamati a compiere.

Nello sviluppo del contenuto che è la parte principale del tuo testo, prendi 3 e solo 3 concetti e usali finalizzati allo scopo del tuo contenuto: possono essere 3 aneddoti, 3 storie, 3 citazioni, 3 casi di studio, 3 miti da sfatare, 3 libri da leggere, 3 podcast da ascoltare, 3 video da vedere. 

Questa terna di contenuti deve andare nella direzione del gran finale, del tuo piccolo effetto wow, della tua sorpresa e chiamata all’azione finale.

Ad esempio, immaginiamo di voler scrivere un contenuto in cui invitiamo le persone a buttarsi nello scrivere il proprio primo contenuto sui social, perché si sa il primo contenuto è spesso carico di una quantità di aspettative pazzesche,

Potresti citare Seth Godin:

Aspettare la perfezione non è mai stato un buon modo di fare progressi

e raccontare il suo punto di vista, poi potresti chiamare in causa Reid Hoffman, co-fondatore di LinkedIn, che afferma:

Se non ti vergogni della prima versione del tuo prodotto significa che l’hai lanciato troppo tardi 

e infine potresti parlare di Sheryl Sandberg, direttore operativo di Facebook che sostiene:

Fatto è meglio che perfetto.

Sono 3 citazioni che preparano il gran finale del tuo contenuto che potrebbe essere qualcosa tipo: “buttati scrivi il tuo primo contenuto e poi fanne subito un altro e un altro ancora. Ogni nuovo contenuto che creerai ti darà informazioni, spunti e riflessioni utili per fare ancora meglio la volta dopo”.

E come potrebbe iniziare un post di questo tipo? Ad esempio con un attacco personale “il mio primo post su LinkedIn del 2018 è stato visto solo da 2 persone” seguito ad esempio da un dato migliore più recente “il mio post migliore del 2021 è stato visto da  16.977 persone”.

 

Ricapitolando

Per scrivere un buon contenuto parti dall’azione che vuoi venga compiuta dai tuoi lettori.

Partendo dalla fine scoprirai che ti è molto più facile capire come portare i tuoi lettori o ascoltatori alla fine del viaggio, perché ti basta seguire a ritroso il tuo stesso cammino e fermarti sui passaggi chiave.

Ora tocca a te.

Scrivere un buon contenuto risponde a una e una sola regola “Fatto è meglio che perfetto”, fatti ispirare dalle citazioni di questi grandi del marketing, dalle parole e riflessioni di Stefania Bosi, Raffaele Gaito, Paolo Pugni e Alessio Beltrami e provaci anche tu.

Buttati e scrivi il tuo primo contenuto e prova anche tu, partendo dalla fine.

 

 

Photo by Nick Morrison on Unsplash


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