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Creare contenuti di valore

Tutti ti dicono che devi creare contenuti di valore.

Aggiungono anche che se non crei contenuti di valore, non sei e non sarai mai nessuno.

Ma cosa sono e come si fa a creare contenuti di valore?

Prendendo in prestito alcune parole pronunciate da Joe Pulizzi, uno tra i più grandi esperti al mondo di marketing dei contenuti, possiamo definire contenuti di valore quei contenuti che sono utili, coerenti e a tema, cioè in linea con i miei interessi e bisogni di sapere.

Settimana scorsa stavo ascoltando una delle ultime puntate del podcast di Raffaele Gaito, quando mi sono imbattuto in parole simili pronunciate da questo esperto italiano di Growth Hacking: “creare valore con i contenuti significa dare contenuti che sono utili alle persone che mi seguono.”

E continua: “Significa che quando scegliamo di condividere dei contenuti questi possono essere utili a ognuno di noi. Condividendo diamo spunti utili in ambito lavorativo, per la carriera personale, per la propria azienda, la startup, la consulenza o la formazione.”

“Grazie alla condivisione si innesca un meccanismo di scambio di contenuti concretamente utili alla community di chi mi segue” conclude.

Se volete ascoltare l’intera puntata, si chiama Il mio metodo di lavoro e la trovate nel podcast di Raffaele Gaito.

Già da questi primi elementi possiamo subito trarre questa importante conclusione: se teniamo tutta la nostra esperienza per noi, se parliamo senza dare esempi pratici, se siamo troppo generici, non stiamo trasferendo valore con i nostri contenuti.

Condividere significa scendere dal quell’illusorio piedistallo sul quale a volte saliamo per riportare la comunicazione sul piano del dialogo e del confronto, raccontando cosa stiamo facendo, come lo stiamo facendo, dove stiamo andando, cosa abbiamo sbagliato, cosa abbiamo imparato, cosa va nella direzione giusta e così via.

Quello è valore, è contenuto allo stato puro. La rete è piena di blog e siti che danno le informazioni “standard” sui singoli social, tipo le dimensioni delle immagini da usare per LinkedIn, Facebook o Instagram, oppure di quale contenuto funzioni meglio tra foto, video, caroselli o documenti sui singoli social network.

È difficile quindi per noi creare qualcosa di nuovo e di valore in quell’ambito, ma possiamo fare la differenza spostandoci di lato e condividendo i nostri tentativi di avere più o meno successo sul singolo social network.

Questo tipo di informazioni la si ottiene solo sporcandosi davvero le mani.

Se fossimo giardinieri sarebbe la differenza tra leggere un libro su fiori e piante o trascorrere giornate con le mani nella terra o raccontare i propri esperimenti con insalata, azalee, piante aromatiche, ciliegi, pesche, albicocche, fichi e così via.

Questo è il contenuto di valore, questo è quello che vogliono leggere le persone.

Copertina "Fai di te stesso un brand" di Riccardo ScandellariNella terza edizione del libro Fai di te stesso un brand. Essere autorevole e ispirare fiducia, Riccardo Scandellari condivide una prima e grande importante lezione “La prima lezione è proprio questa: con i contenuti vinci solo se vince anche chi ne fruisce.

Se pensate di non aver nulla da raccontare, nulla da condividere e che quello che potreste scrivere non interessa a nessuno, sempre Riccardo ci ricorda che:

Non c’è bisogno di sentirti intimidito dal fatto che non sei un esperto.”

Continua, incoraggiandoci: “Puoi iniziare oggi a farti una cultura su un argomento che ti appassiona e che vuoi diventi il tuo futuro; mentre lo fai, regala il meglio delle informazioni che scopri, in modo che altri si appassionino del viaggio che hai intrapreso e inizino a condividere e ad amare le tue sfide. Se lo farai sarai un brand, con poca concorrenza.”

Creare contenuti di valore significa raccontare il nostro viaggio personale, come giovani esploratori che sperimentano per la prima volta il cammino di Santiago o la Via Francigena: un viaggio fatto di emozioni, di panorami che lasciano senza parole, ma anche di vesciche e piaghe, di crampi e dolori.

Anche in questo caso il viaggio è più interessante della destinazione, soprattutto se saremo in grado di raccontare perché, come e cosa stiamo facendo per raggiungere il nostro obiettivo.

E di nuovo, raccontare il perché, il come e il cosa vuol dire creare contenuti di valore: se ti mostro un risultato finale tipo “ho raggiunto i 10.000 fan” cosa potrai mai pensare?

Oltre a essere una vanity metrics, questo risultato non racconta a nessuno come ci siamo arrivati, qual era il nostro obiettivo, cosa abbiamo fatto a raggiungerlo, come ci siamo mossi sui social per questo risultato.

I contenuti di valore raccontano tutto di noi.

Copertina "Brand me. Il personal branding a modo mio" di Alessandro MazzùFermiamoci adesso ad ascoltare le parole di un altro esperto di personal branding, Alessandro Mazzù, tratte dal suo libro Brand Me. Il Personal Branding a modo mio, che scrive:

Ciò che vendi non sei tu, ma le tue capacità, il tuo apporto di valore, il beneficio concreto che apporti ai tuoi clienti.

Per continuare: “Il tuo saper essere valore aggiunto deve risaltare per alimentare la tua reputazione.

E concludendo: “Il miglioramento della propria reputazione è un processo dove l’affidabilità, ovvero il mantenimento della propria promessa di valore, gioca un ruolo chiave.

La trasparenza del nostro viaggio genera fiducia; la costanza con cui ogni giorno facciamo un passo nel nostro cammino, verso la nostra destinazione, crea in qualche modo ammirazione e approvazione nelle persone che ci seguono.

 

Allora, sei pronto a partire per questa avventura? Sei pronto a creare contenuti di valore raccontandola passo per passo?

 

Ascolta “#78. Creare contenuti di valore” su Spreaker.

Photo by Olesia Buyar on Unsplash


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