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La storia di John Appleseed

Hai mai sentito parlare della storia di John Appleseed?

Oggi voglio raccontartela e scoprirai perché è così interessante per noi.

Non sto più nella pelle, partiamo dai!

Chi è quindi John Appleseed?

Se pensi che in qualche modo sia collegato ai computer Apple, be’ fuochino… ci hai quasi preso, ma non è tutto qui.

Chiedendo un piccolo aiuto a Wikipedia, scopriamo che il suo vero nome è John Chapman.

 

La storia di John Chapman

John Chapman, nato il  26 settembre 1774 e morto nel 1845, è stato un ambientalista statunitense. Noto come Johnny Appleseed è stato un pioniere e un devoto missionario della chiesa neo-cristiana.

John Chapman è da molti considerato uno dei precursori dell’attivismo ambientalista ed ecologista.

Infatti fin dagli inizi del diciannovesimo secolo ha iniziato a esplorare le terre del selvagge del far west, piantando, strada facendo, migliaia di semi di mela, che poi sono diventati delle belle piante.

Queste sue azioni hanno permesso a migliaia di pionieri di nutrirsi durante il loro cammino.

Non ha mai smesso di piantare alberi per tutta la sua vita muovendosi tra gli stati dell’Ohio, dell’Indiana e dell’Illinois e da qui il soprannome di John Appleseed, ovvero seme di mela.

La sua storia si è diffusa di generazione in generazione tramite racconti, testimonianze e articoli di giornale apparsi su Harper’s Magazine.

A quanto pare John aveva un carattere mite, gentile e generoso, era rispettato da tutti, viaggiava disarmato, scalzo e indossava una vecchia pentola come copricapo.

Questa sua immagine così originale e un po’ bizzarra fu ricordata in decine di canzoni popolari, opere letterarie, così come fumetti, film e cartoni animati.

Eccentrico e particolare, attirò anche l’attenzione della Apple, al punto da ridargli vita nel nostro millennio.

 

John Appleseed e Apple

John Appleseed è il personaggio immaginario che Apple usa in tutti gli screenshot e demo: quando nei video o nelle live Apple vuol farti vedere che chiama qualcuno, vi mostra la scheda contatto con l’anagrafica di John Appleseed e clicca sul simbolo della cornetta del telefono.

Tutto qua? No, affatto.

Intanto se trovate il numero di John Appleseed e lo chiamate, vi risponderà una segreteria telefonica che vi avvisa che al momento non può rispondere ma che il servizio clienti Apple è pronto ad aiutarvi, solo in Apple potevano pensare di attivare realmente quel numero di telefono.

 

C’è dell’altro?

Sì c’è.

 

Il messaggio di John Appleseed

Il sistema operativo MAC contiene un easter egg, una funzionalità nascosta, una sorpresa a tutti gli effetti.

L’icona del programma TextEdit, un software di videoscrittura presente sui sistemi Apple, contiene una scritta. 

Visto che le icone si sa sono minuscole… potremmo pensare che i tratti che simulano delle parole scritte siano solo degli scarabocchi e invece, dato che stiamo parlando di Apple, c’è una sorpresa e non è il nome di John Appleseed, ma addirittura una sua lettera a una certa Kate

Cara Kate, ecco uno dei pazzi. Uno dei disadattati. Dei ribelli. Gli imbroglioni. Le caviglie rotonde nelle scarpe quadrate. Gli unici che vedono il mondo diversamente. Loro non sono amanti delle regole. E loro non hanno rispetto per le condizioni sociali. Tu puoi elogiarli, puoi essere in disaccordo con loro, citarli, non credere in loro, glorificarli o disprezzarli.

Ma l’unica cosa che tu non puoi fare è ignorarli.

Perché loro cambiano il mondo.

Firmato John Appleseed.

 

La traduzione in italiano è dei ragazzi del sito The Apple Lounge

È un testo scritto dall’originale John Appleseed o un capolavoro di ghostwriting?

Secondo me è irrilevante, di fronte a una miniatura di capolavoro di questo tipo, dobbiamo solo inchinarci.

 

Ma torniamo al nostro John Appleseed.

C’è dell’altro?

John Appleseed, italianizzato in Giovannino Semedimela è anche una favola, ed è la storia di questo vagabondo che girovagava per tutti gli stati uniti sputando i semi delle mele che mangiava e così dopo il suo passaggio spuntavano dal terreno meli che indicavano il cammino, un sentiero sicuro da percorrere.

 

Il mio invito è che ognuno di noi dovrebbe essere un po’ Giovannino Semedimela: immaginiamo ogni nostro singolo post come una piccola briciola di pane, anzi no, un seme di mela,  che indica una strada da percorrere.

Una strada per chi? Per tutti quelli che ci seguono, quelli che in rete chiamiamo fan e follower.

Siamo noi a dover tracciare la strada per gli altri, tocca a noi seminare e preparare il terreno perché altri dopo di noi, seguano la nostra stessa strada e così facendo chissà anche noi un domani saremo delle leggende e protagonisti di nuove fiabe.

E allora chiediti e tu oggi, quanti semi hai piantato?

Ascolta “La storia di John Appleseed | Episodio 105” su Spreaker.

Immagine da Depositphotos.

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