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La regola di Dunbar per i social network

Oggi vi voglio parlare di reti, di social network e di un numero “magico”.

Chi mi conosce, sa che ho un debole per la “Guida Galattica per autostoppisti”, ma non è del numero chiave di quella storia che vi voglio parlare oggi..

Il protagonista di oggi è il numero di Dunbar, che secondo l’antropologo britannico Robin Dunbar, indica il limite massimo di relazioni significative che può avere una singola persona e quel numero è 150.

Quando Dunbar negli anni ’90 ha pubblicato la sua teoria, i social network non esistevano ancora, ma è proprio alle sue teorie che gli sviluppatori dei social fanno riferimento per tener conto delle interazioni online tra le persone

Secondo Dunbar il numero di persone con cui realmente riusciamo a mantenere un qualche legame sociale è 150, superato questo numero, le persone con cui interagiamo diventano poco più di conoscenti.

Per capire meglio questo concetto vi voglio parlare dei legami sui social.

Prendete un foglio e al centro indicate un punto preciso con una X, poi tracciate tre cerchi concentrici.

Ora pensate di mettervi sulla X, quindi al centro del foglio ci siete voi.

Nel cerchio più vicino a voi, ci sono 5 contatti forti, 5 cari amici, poi nel cerchio successivo ce ne sono una quindicina di persone, contatti che sentite meno di frequente, nel cerchio successivo sul foglio ci sono una cinquantina di persone, con queste il legame è più debole e infine oltre questi cerchi, sul resto del foglio ci sono tutti gli altri vostri contatti, gli amici quasi per caso.

Guardando questo concetto da un altro punto di vista, possiamo parlare di legami: nel cerchio più interno ci sono i legami forti e man mano che ci allontaniamo dal centro, i legami si indeboliscono diventando sempre più deboli.

Dove ci porta tutto questo? Se applicate questo ragionamento alle vostre pagine come autori, ai vostri account verticali sui libri e i vostri contenuti, diventa più semplice capire perché nella puntata sulle “tre domande del foglio di carta”, vi ho consigliato di focalizzarvi sull’individuare una nicchia di lettori ideali fatta di 150, 200 persone massimo.

Gli studi di Dunbar parlano di 150, altri esperti teorizzano che il numero di legami sui social possano arrivare a ben 300 contatti: il numero esatto non vi interessa in senso stretto, è un dato su cui riflettere e ragionare.

I social network hanno contribuito in modo fin troppo facile e semplice ad un ampliamento delle nostre cerchie di contatti e conoscenze con una velocità pazzesca: nessun altro mezzo fino ad oggi ha avuto la stessa efficacia.

Creare, cambiare, trasformare, distruggere e ricreare legami sui social è un gioco da ragazzi: è un vantaggio da una parte e uno svantaggio dall’altra, c’è chi li chiama legami deboli, io li chiamo legami fragili, sono delicati, si possono rompere con facilità, sono legami che a volte seguono le mode del momento o i capricci degli algoritmi dei social, sono visibilità che da sole non vogliono dir nulla e parlano di numeri che non hanno forza da soli per diventare narrazione.

Quindi, se vi state chiedendo, ma in tutto questo c’è del valore? Ha senso strutturare la comunicazione del vostro libro sui social? Posso rispondervi sì, ma di nuovo, tutto questo va sviluppato con attenzione.

Alcuni parlano di capitale sociale, io scelgo il termine di “tempo sociale”: il tempo è una delle risorse sui social più sottovalutata e sconosciuta ai più.

Quanto tempo siete disposti a dedicare alla vostra rete di contatti sui social? Ipotizziamo che vi impegnate, diciamo, 60 minuti al giorno.

Ora sta a voi scegliere come spendere quei 60 minuti: se dedicando 12 minuti a 5 contatti forti, se dedicarne 6 a 10 contatti, o se dedicare meno di un minuto a 60 persone che appena vi conoscono. Forse potreste anche decidere di abbandonare i social e parlare con alcune di queste persone con mezzi più diretti, o di incontrarle di persona e consolidare i vostri legami.

La quantità di capitale sociale, di tempo sociale, è finita, rappresenta il vostro tempo che dedicate alle relazioni sociali e alla costruzione dei legami.

Potete scegliere se avere pochi legami di qualità o tanti legami più deboli, sta a voi decidere.

Tornando al numero di Dunbar, 150, immaginate questo scenario, non sarebbe bello se ci fossero 150 persone pronte a leggere il vostro libro?
E in virtù di un legame particolare con voi come autori e con il vostro libro come esperienza e intrattenimento, non sarebbero anche loro pronti a condividere quel contenuto con la loro rete di contatti?

Provando a esasperare ancora questo ragionamento: se aveste la possibilità di parlare del vostro libro a solo 15 persone, rinforzando così il vostro legame con loro, quante di queste potrebbero a loro volta condividerlo con i loro legami forti e così via?

Prima di lasciarvi, un’ultima riflessione: pensate con questa chiave di lettura alle presentazioni in libreria o agli incontri online.

Che occasione magnifica per costruire nuovi legami.

Cogliete l’attimo!

Ascolta “#3. La regola di Dunbar” su Spreaker.

Photo by NordWood Themes on Unsplash

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